Il partito di governo dichiara guerra a Conte e lo Stato gli da ragione

Tutto il trambusto del mondo politico interno della maggioranza di governo è nato la sera del 27 aprile, quando Renzi, che con il suo partito sembra una forza marginale, sa ben giocare il ruolo di ago della bilancia della politica italiana.

Ricordo che Italia Viva sostiene il Governo Conte II con i suoi gruppi parlamentari e che è rappresentato all’interno dell’Esecutivo con due ministri (Teresa Bellanova ed Elena Bonetti)

L’ultimo dpcm è uno scandalo costituzionale

 Ha tuonato Renzi in una intervista a Repubblica per poi rilanciare in serata TG5 : un affondo che ha il sapore di una rottura difficilmente sanabile nei rapporti con il premier.

un presidente del Consiglio non può con proprio decreto cambiare la Costituzione, se la salute è importante altrettanto lo è la libertà che non può esser messa in discussione da un premier sennò costituisce un precedente e se succede sono tempi bui per tutti

Ma perchè queste dichiarazioni dovrebbero costituire uno strappo insanabile? Perchè sembra che a dare seguito alle parole di Matteo Renzi sia stato il presidente della Consulta Marta Cartabia, la quale ha spiegato senza troppi toni polemici ma con un severo ammonimento istituzionale che

la nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza, anzi la nostra Repubblica ha attraversato varie situazioni di crisi a partire dagli anni della lotta armata, senza mai sospendere l’ordine costituzionale

Questi paletti costituzionali evocati sono stati ricordati dalla quarta carica dello Stato, nella sua relazione sull’attività della Corte costituzionale nel 2019.In poche parole la gestione Conte sembra iniziare a dare fastidio anche alle alte sfere istituzionali italiane.

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