Il M5S ancora parla di vitalizi, ma 163 eletti su 296 non versano il contributo al partito. Vergogna

Si è riaperta la manfrina sui vitalizi. Il Movimento 5 Stelle forse crede di stare ancora all’opposizione, infatti ha iniziato il solito piagnisteo legato al taglio dei vitalizi dei Parlamentari. Qualcuno forse, dovrebbe ricordare ai grillini, che loro sono stati la forza di maggioranza nell’esecutivo per ben due legislature consecutive, avendo avuto all’indomani del 18 marzo 2018, un risultato che gli consegnava il 30% dei seggi in parlamento.

La cosa che però fa storcere maggiormente il naso non è la cantilenante manfrina sui vitalizi, ma l’ipocrisia di fondo che si nasconde dentro al movimento. Per correttezza i grillini, prima di chiedere ai loro colleghi parlamentari una taglio legato alle loro pensioni, dovrebbero domandarsi e capire cosa sta succedendo in casa loro. Nel 2020 (ancora in corso) i grillini morosi nei confronti del Movimento sono ben 162, più della metà. Ben 42 sono recidivi dal 2019 e dunque, stando al regolamento del Movimento già stati dovrebbero essere cacciati.

Quindi la strategia dei grillini è semplice, non potendo cacciare ben 162 dei loro deputati, perchè rischierebbero prematuramente di sparire dalla scena politica italiana (speriamo accada quanto prima), preferiscono partire all’attacco dei vitalizi, fingendo di non essere loro la nuova casta.

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