L’economia scongiura il conflitto in Ucraina

I primi a non credere nella guerra sono gli investitori stranieri; il rublo russo e la grivna ucraina si sono rafforzati nei confronti del dollaro negli ultimi giorni, subendo rispetto al mese precedente, gennaio, un netto rialzo. 

Qualora si dovesse realmente paventare una guerra, sappiamo bene che i mercati e le oscillazioni di valuta disincentiverebbero tali variazioni a rialzo, soprattutto perché nel periodo più acuto della crisi, le valute (rublo e grivna) sono state scambiate ai minimi pluriennali nell’ultima settimana di gennaio.

Gli hedge fund sono stati particolarmente attivi, con le posizioni lunghe più nette sul rublo in 23 mesi a partire da inizio febbraio, secondo i dati riportati dalla Commodity Futures Trading Commission.

Inoltre alcuni investitori stanno anche scommettendo sulla de-escalation. Uday Patnaik, responsabile del debito dei mercati emergenti presso Legal & General Investment Management, ha recentemente acquistato più obbligazioni russe, affermando che “non ci sono truppe sufficienti al confine per prendere l’Ucraina“. 

Un altro segno di allentamento dello stress è provato dal fatto che il costo dell’assicurazione contro il default, noto come credit default swap spread, per il debito pubblico ucraino si è più che dimezzato rispetto al picco di gennaio.

Allo stesso tempo, Kiev non vede la minaccia di un’invasione nel prossimo futuro. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky considera la minaccia dell’invasione russa “improbabile”, come riportato da fonti governative ucraine al Wall Street Journal.

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